Civil War – il fascino segreto del franchise

captain-america-civil-warHo aspettato a lungo prima di scrivere il mio parere sul terzo capitolo di “Captain America”.
Ho dovuto aspettare, riflettere, riguardarlo e poi ripensarci.
Avevo (sapientemente) deciso di desistere, poi sono capitate sostanzialmente tre cose che mi hanno fatto pensare ancora di più:
– lo splendido colpo di scena americano di quel “Heil Hydra” che probabilmente farà vendere stramiliardi di copie del prossimo nuovo Capitan America americano alla Marvel
– le difficoltà del film a sfondare i 10 milioni di euro di incasso al box office. Totalmente inaspettate da parte mia
– il parere di Muccino su facebook che ha, sostanzialmente, detto che questo film è una merda

cominciamo dall’ultimo
A me, il film, è piaciuto. E anche molto. Al livello, appunto, di quel primo e beatificato dal post mucciniano Iron Man che John Favreu tratteggiò alla grande, con, però, per essere chiari, quello che è il più talentuoso e potente attore vivente, al mondo, in questo preciso istante. Si, anche più di me.
Il carisma, la forza, la gigioneria, il talento di RDJ non lo inventi. Il colpo di genio è stato proporgli quel ruolo (non accettarlo, badate bene, quella è normalità per un genio come Lui) e poi affidargli il film. E lasciarlo libero di fare un po’ quello che gli pareva. Dargli uno straccio di sceneggiatura e ogni tanto chiedere a tutti di seguirla. Così, per sport. E avvenne il miracolo. E’ nato tutto lì.
Stark era ed è sempre stato disegnato così, pensato così, si è sempre mosso in quel modo, atteggiato in quel modo e, quel monumento che è RDJ ci si è steso dentro come meglio non poteva. Ha dato ai fan quello che voleva, ma allo stesso tempo a tutto il mondo, quello che frequenta le multisala che tanto non piacciono a Muccino, e che ancora le stanno affollando in America, al contrario che da noi, ESATTAMENTE quello che volevano. E poi, hanno solo continuato a dargli quello che, a quel punto, si aspettavano. Stupendoli il giusto, riuscendoci spesso, o partorendo il secondo Avengers, e quindi, anche no. Ma proprio anche no.
Il secondo Avengers, non dimentichiamolo. Quello in cui “2” non stava ad indicare “secondo capitolo” ma la spossatezza testicolare che ci ha portati tutti, a sette ottavi di visione, nella sala, ad esclamare in coro “che 2 maroni”
Muccino dice che ormai è tutto botte, effetti speciali e casino. Personaggi su personaggi. Che è vero per carità. Ma che è ESATTAMENTE il motivo per cui vado, andiamo a vedere quei film.
E qui arriviamo al secondo punto.
L’incasso.
Ragazzi, questo non è “Avengers 3” (che, ricordiamolo uscirà diviso in 3 e mezzo e 3 e tre quarti)
No
questo è un Captain America.
I primi due hanno fatto 6,2 milioni il primo e poco più di sette il secondo.
Questo ha sfondato i dieci.
E non c’è Hulk
A noi, diciamoci la verità, ci è sempre stato un po’ sul cazzo, Capitan America. A noi, gli anziani, non ci fanno ridere. E nemmeno gli americani ci stanno tanto simpatici. Poi, su, dai, i nazisti, quelle cose lì. A noi non piacciono. A noi ci piace il gigione. “Hulk spacca”.
E chi se ne frega se gli americani hanno messo a capo dei loro vendicatori sto vecchietto. A noi ci piace aironmen.
E allora ce l’hanno detto in tutti i modi che c’era. E c’era pure lo scontro finale.
Preso paro paro dalle tavole di quel “Civil War” che otto anni fa disturbò quelli che erano quelle poche migliaia di nerd allergici alla patata e ai suoi molteplici usi, che si trastullavano coi fumetti e col postalmarket.
Beninteso, io ero uno di quelli. E lo sono tuttora.
Ma
perchè c’è un “ma” e pure grosso.
Io sono andato a vedere il film dimenticando completamente la saga Millariana.
Perchè altrimenti, diciamoci la verità, mi sarei incazzato di brutto.

Quella saga mi fece innamorare per sempre dei supereroi.
Quella e Ratman, certo.
Ratman di più, ok.
Ma
Se Leo Ortolani qualche anno dopo fece incontrare al ratto i supereroi, vuol dire che aveva colpito anche lui.
Ci sono andato dimenticando che all’epoca avevo riflettuto a lungo sull’accaduto.
Sul “perchè”. Sul teorema su cui si basa TUTTA l’epopea supereroistica che la mia generazione ha incontrato : “da grandi poteri, derivano grandi responsabilità”
Perchè per Peter Parker era la spinta motivazionale di tutta la sua carriera, lui che NON L’AVEVA VOLUTO, rispetto a tutti questi che, in un modo o nell’altro, AVEVANO PRETESO di diventare supereroi.
Costruendo armature. Esponendosi ai raggi gamma. Candidandosi come super soldati.
A lui l’aveva solo morso un ragno. E l’aveva capito.
Gli altri, se ne accorgevano solo allora.
E quindi ci pensai su, a lungo, e in quella saga, di sette albi, 3 speciali e il numero speciale di thor in cui thor non c’era ma ammazzavano Cap (e si, alla marvel funziona così…) il “ma tu da che parte stai?” era molto più rilevante delle strategie di marketing che adesso ci fanno fare Hastag team cap solo perchè abbiamo capito che Scarlett Johanson sta dalla sua (e nemmeno).
Lì c’era una fortissima componente reazionaria, nel miliardario alcolizzato, quella che oggi sembra pervadere un po’ tutta l’America, chissà com’è, e che a noi spaventa, vista da fuori.
E OVVIAMENTE non era uno degli obiettivi dei Russo.
Lì c’era quella che dovrebbe essere la grande bandiera americana, il supereroe per eccellenza (per loro, eh!) che seguiva ancora il suo sogno, che era quello di un’America libera. Un’America senza padroni. Quello che era il sogno americano incarnato, rivelava, insomma, agli americani, che quella che stavano vivendo non era più l’America dei loro ideali, quella dei loro nonni. E allora la diatriba era molto semplice. E’ il mondo che, cambiando, si è evoluto fino a portarci alla condizione di schiavi contenti, a “registrare” quelli che difendono la libertà trasgredendo ad ogni legge morale che ci ha sempre contraddistinto, o siamo noi che, cambiando, abbiamo deciso di sovvertire le regole ataviche pur di non perdere quella che è la nostra utopia di libertà nel controllo più totale?
Visto che la paura più grande degli americani è la “sicurezza”, come si sta più sicuri? Esasperando il controllo o credendo nell’essere umano salvifico?
Era una questione di fede.
Con quelli che oggi sono i festoni cinecomics Marvel è diventato più eretico Vanzati del piano terra, il signore di novantaquattro anni che non vuole pagare la retta dell’ascensore e che scatena le liti alle riunioni di condominio.
Ecco, per la Marvel, la guerra civile è tutta una grande riunione di condominio.
Sbem, sdung, punch, mazzate assai, casino, barabum, e poi tutti a casa che c’è la partita.
Eppure, anche seguendo quelle che sono le grandi direttive di Topolino, i Russo sono stati capaci di metterci quel brandello di epicità che ci ha fatti uscire dicendo “Eh, però, non è così male”
Perchè noi, noi nerd, quelli che pretendono di dare un giudizio sui film del genere, arrivano carichi di aspettative. Lottano per andare alle anteprime. Sono lì alle 16 e 30 al primo spettacolo.
A noi nerd, la psicoterapia della Gestalt non ci ha insegnato una cippa, che più grande è l’aspettativa, più grande è la delusione.

Eppure dovremmo averlo capito dopo il secondo Captain America, che siamo arrivati lì pensando che sarebbe stata una merdina e siamo usciti urlando al capolavoro!
E invece niente, andiamo lì già carichi, sapendo già da che parte vogliamo stare (team Cap, è ovvio) e poi usciamo di lì amareggiati.

E non ci basta pensare che, per i Russo, quella che è un’attempata zia vedova in realtà sia IL manifesto della MILF che risponde al nome di Marisa Tomei, che mi viene in mente il capolavoro all’esordio di Salvatore Samperi: “Grazie zia”
A proposito, c’è più arrampicamuri in questo quarto d’ora di film che in tutti gli amazing del mondo. Ma anche in quelli che non c’entrano una fava con l’uomo ragno. Compresi “Amazing spider man 1 e 2” direte voi quindi. E c’avete ragione.
Ecco, a proposito di aspettative e di fumetti, chi ha letto “Civil War” sa quanto fosse importante Spidey nella saga.
Quanto in realtà lo sia nell’universo marvel.
E ci sarà un motivo se il primo film sui supereroi era su di lui. Ed era quello che era.
Ma adesso c’abbiamo questo qui, fai quello che vuoi amico caro, ma portati dietro la zia.
SEMPRE

Chiudo spiegando solo una cosa alla Marvel.
Quando ho studiato sceneggiatura, quei tre\quattro concetti sulla struttura mi sono sembrati abbastanza chiari.
Ecco, mi chiedevo solo: per quale motivo insano il climax maximo del film lo raggiungiamo a metà? Perchè riservare lo scontro epico all’aereoporto al centro del film? Perchè poi tenersi quei due che si azzuffano nello stanzino alla fine, che nemmeno Aldo e Giovanni nell’acqua in “tre uomini e una gamba”?
Io un’idea ce l’ho.
Perchè voi, stronzoni, avete deciso che non solo ogni film della saga è legato all’altro. Ma che, addirittura, siano tutti un unico popettone. Tutto un lungo serpentone di sbobba magmatica.
Che forse lo scontro in mezzo agli arei è il finale del terzo Iron man. O del secondo Capitan America. O di AntMan. O dei Guardiano Della Galassia. O del secondo Avengers. A no. Di quello no. Sicuro.
E insomma, prima di andare a vedere un film della saga, io devo riguardarmeli tutti. Tutti.
E che palle.

Domani vado a vedere X men.
Sappiatelo, ho visto talmente tante volte il batacchio di Fassbender sventolare nei suoi film d’autore, che proprio non riesco a immaginarmelo Ian McKellen da vecchio. Ormai lui per me, in amicizia, è Rocco.

ps, visto quel che siete riusciti a fare con Spiderman, perchè non ci provate anche con i Fantastici Quatt…
No, dai, scherzavo
Scherzavo.

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