Eva contro Eva – del perchè detesto Neon Genesis Evangelion

neon-genesis-evangelion-8846-2560x1600Io ho 34 anni. 35 tra poco meno di una settimana.
Quando usciva “Akira” io c’ero. E mi faceva schifo. Quando usciva Evangelion ero sempre lì. E capii che se c’era qualcosa che DOVEVA farmi schifo, era proprio quella.
La gainax era quella cosa che, per me, aveva fatto “Il mistero della pietra azzurra”. Punto. Quindi potete immaginare la felicità quando si sparse la voce che avrebbero fatto “il nuovo capolavoro dell’animazione robotica”. Come quando prendi, insomma, il numerino dal proctologo.
Ebbene si, avevano stanziato un budget inimmaginabile per “cambiare le regole”. Ora, io ogni volta penso a Toriyama, o soprattutto a Go Nagai. Se non siete esperti di fumetti e animazioni giapponesi, sono semplicemente quelli che hanno fatto Dragon Ball (e molto altro) e Goldrake (e mooooooltissimo altro):
Ecco, io questi qui, nei loro studi, non ce li vedo a urlare al miracolo una volta partorito un limone di soggettino. Eppure, di rimandi a mitologia, arte, religione e filosofia, nelle loro opere, ne troverete a centinaia.
No
Alla Gainax decidono di metterci gli “angeli”. Di chiamare “Adam(O)” il primo. Insomma, passano le giornate a strizzare l’occhiolino al pubblico. Chiamandoti a casa, a campione, per chiederti “S’è capito che parliamo di religione, si?”
Il primo episodio di Evangelion è, per stare tranquilli, un capolavoro.
Di aspettativa.
C’erano milioni e milioni stanziati per fare questo episodio, e si vedono tutti. Una roba pazzesca, per il 1994.
E soprattutto, una cosa giapponese che non è Cyberpunk. Che si alza librando come una libellula, l’ape che stava punzecchiando ripetutamente l’apparato testicolare di tutti gli appassionati.
PERO’, oh, ci strizza l’occhio. Eccome
E insomma, ci sono i robottoni. E dentro i robottoni i ragazzini.
Uh, la novità!
Mai sentito, sai?!
Poi, a salvare tutto ci pensa il figlio del professorone a capo del laboratorio!
DAVVERO!
CI CREDERESTE MAI?
Eh, direte. Ho tutti i peli dritti dall’emozione.
E, poi, il ragazzino, su quel robot, non ci vuole salire. Però ci sale, contro la sua volontà. E vince. Incredibile. E odia suo padre.
Si, lo so, tante innovazioni nella storia, tanti guizzi, non riuscite a contenerli nel vostro cervello. Prendiamo un po’ di fiato.
Mettiamoci un po’ di tette, via.
Ok, ripartiamo.
NO, aspettate…
Un altro po’ di tette! Ecco, adesso possiamo.
Lui non ci vuole stare lì. Il padre non si capisce. Lo affida alle tette. E a un pinguino enorme.

C’è uno scrittore di Parma, molto bravo, che si chiama Paolo Nori. Di lui, una volta lessi una critica molto interessante, diceva più o meno che quando si legge un romanzo di Alexandre Dumas, si girano le pagine una dopo l’altra, chiedendosi “che” cosa succederà. Leggendo Paolo Nori si voltano le pagine chiedendosi “Se” succederà qualcosa.
Ecco, peggio, molto peggio, è con Evangelion.
Episodio, dopo episodio, passi quella mezzoretta sperando che qualcosa accada.
E, qualcosa, non accade.
Alla gainax immagino il “Pensatoio” dove le fantomatiche scimmie che potrebbero scrivere Dante stanno comunque venendo meno ai loro impegni, che buttano a casaccio parole per finire gli episodi. E non ci riescono.
Intanto sono finiti i soldi. Non “stanno” finendo, sono proprio finiti.
In mezzo tu capisci chi è rei ayanami. E provi in tutti i modi a fartela piacere. Dai che è figa. Dai che è intrigante. Dai che arrapa.
No, non arrapa.
Dai adesso ti affezioni a qualcuno dei personaggi! Adesso succede!
Ma non succede.
Perchè noi siamo abituati ai super soldati come Tetsuya, ai romanticoni come Actarus. Che Se le potrebbero fare tutte ma non se le fanno perchè c’è il mondo da salvare.
Ma noi, coi figli dei tizi al laboratorio che non gliene frega un emerito flambè di salvare il mondo ma vorrebbero fare altro, siamo cresciuti. Con lui, con il solo, l’unico HIROSHI SHIBA!
Quello vero!
No, iroschiscibba quello che si butta nel tevere e lei non riesce a pronunciarne il nome e usa questo comparto fonetico autoarrotolante!
No!
Noi siamo abituati a un nome e cognome: HIROSHI SHIBA!
Quello che corre ragazzo laggiù!
che c’ha più testosterone lui in una piega del guanto che Chuck Norris. Che si lancia ogni volta dalla moto e si fa lanciare i componenti da Miwa, che nemmeno un porno anni novanta. Che c’ha insegnato cosa voglia dire la parola “Misantropia”. Che c’ha una campana di bronzo sul cuore, mica un piercing al capezzolo che non me lo faccio perchè fa male. Che vola e va, tra le stelle, perchè lui, in definitiva, lui può!
Ecco, Horoshi.
E qui, i prodromi sono gli stessi, lo spunto identico, le caratteristiche identiche e abbiamo….
shinji ikari. Che non c’ho nemmeno voglia di scriverlo maiuscolo.
Ehi, signor Gainax, dammi un motivo, uno solo, per cui dovrei appassionarmi a sto minchione.
Uno solo, e mi mangio tutti i dvd della serie. Tutti e sei.
Sei dvd. Comprati tutti. E visti tutti. Più volte.
E si. Perchè a un certo punto ci è venuto a tutti lo scrupolo:
Cazzo, pensavamo, abbiamo speso 30 mila lire per ogni dvd. Sono 180 mila lire. Potevo risolvere il problema della mia verginità sessuale in modo dignitoso e senza malattie.
E invece ho comprato sti sei dvd.
E non è possibile che non ci ho capito un cazzo. Non è possibile. Adesso me li riguardo e poi vediamo.
Ma questo pensiero ti resta in testa guardando i primi 5  dischi versatili digitali.
Il dramma, quello vero, arriva col sesto.
Con gli ultimi due episodi.
E si, perchè lì in giappone pensano le stesse cose nostre. I nostri pensieri filosofici teorici che si possono racchiudere in un “Ma che è sta cagata?”
E allora smettono di stanziare denaro per questa serie. Non c’hanno più voglia.
MA questi, i Gainax, dovranno pur chiuderla in qualche modo.Il penultimo episodio è il nulla. basta questo a riassumerlo.
Ma l’ultimo? Ci vuole un colpo di scena, che svegli lo spettatore dal torpore e dal sonno in cui i precedenti ce l’hanno buttato, spettatori che piuttosto, come i lemmings preferirebbero la morte.
E allora vanno da mio cugino Ciccio. Che fa il secondo anno d’asili. E gli rubano dei disegni. E ci fanno l’ultima puntata. I disegni di Ciccio, una mezza dozzina, e pipponi insopportabili di voce fuori campo che… spiega, direte voi.
E no, troppo semplice. Alla Gainax le scimmie hanno smesso pure loro.
Parole al vento, in libertà, senza motivo.

Fine

shinji ikari.
Quello che gli americani avrebbero tratteggiato come il classico loser, lo sfigato. Il perdente. Il poverallui, direbbe mio nonno.
come, porca puttana, IL NOVANTANOVE per cento di chi guardava sta roba.
Pre adolescenti, adolescenti e post adolescenti sfigati. Come me. Che ero sfigato e pure ciccione.
Insomma, Shinji Ikari sono IO, siete VOI!
E VAFFANCULO, almeno qui, io voglio essere quello che alla fine vince!
Quello che alla fine ha la sua rivalsa.
SEMPRE
Mi sembra giusto, no?
Lo sembra a tutti, vero?

Tranne per la gainax

Alla terza visione di eva, ho comprato i manga. Tutti. E poi anche i “collection”.
E poi basta.
Che palle, punto.
Che due coglioni
E allora pensi che in fondo anche “Il mistero della pietra azzurra non era questo capolavoro”
E pensi che questi sono gli stessi che qualche anno dopo passeranno a disegnare un robot che ha, come super arma, una trivella. un trivellone, insomma.
Che non passa minuto di ogni episodio di Gurren Lagann in cui non pensi a Ron Jeremy.
E insomma, no, non mi piace per niente, e si, mi fa cagare.

E tutte le volte che sono a una fiera, a un incontro, che presento qualcuno, che parlo di questa cosa in pubblico, si solleva un fremito, un piccolo momento in cui per gli appassionati sono un eretico.
Come Galileo che dice che è la terra che gira intorno al sole.
Eretico. Blasfemo.
“potessi dirlo anch’io” pensano.
E allora quando vanno via, mi guardano con quel misto di disappunto e speranza.
Come i colleghi di Fantozzi al cineforum

Perchè “Neon genesis evangelion” in realtà, per tutti noi, è semplicemente la nostra corazzata Potemkin

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