A moment of silence

Gli auricolari. La musica, nelle orecchie, ad alto volume. Il cappuccio, anche se non piove. E la testa, lo sguardo, gli occhi,
Per terra.
No, non ce l’ho una donna. Non ce l’ho.
Ne ho sempre voluta una, sempre, ed era il mio più grande errore.
La mia dottoressa diceva che avevo letto troppo Dostoyevsky.
Che ero rimasto intrappolato nella visione dell’amore romantica. Quella delle grandi storie d’amore, dei grandi romanzi.
Delle grandi tragedie.
Ecco diciamo che effettivamente, per me, le storie d’amore erano tutte delle tragedie. In cui, al termine, quello che finiva male ero io.
Vabbè, ma io ero cresciuto col mito di Romeo (morto come un coglione, inutilmente, avvelenato per sbaglio da se stesso) e poi ero arrivato a pensare che il mio amore fosse come quello del principe Myskin.
Che, per chi non lo sapesse, c’ha proprio il romanzo che parla di lui, che si intitola nel modo perftto per descriverlo : L’idiota. Che vuol dire coglione, si.

Poi invece ho iniziato a pensare che c’avesse ragione Rogozin. Lo stronzo, il superficiale, quello sbruffone, il figlio del ricco.
Finisce processato e in carcere dopo aver ammazzato la sua bella.

Insomma, c’avevano tutti torto. E io ancora vagavo col cappuccio, con le cuffie, con lo sguardo per terra.
Non ne vale la pena, mi ripetevo. E forse avevo ragione.
Pensavo che forse non me la meritavo, e poi subito dopo pensavo che erano tutte stronze. Vabbè, dai, un classico. Che banalità.
Poi, così, di punto in bianco, mi si è scaricato l’iphone.
Ho fatto finta per un po’ che ci fosse ancora la musica, poi, conscio del fatto che io per primo mi ci sentissi, un coglione, ho semplicemente alzato la testa.
E ho iniziato a stupirmi.
Il cielo, le stelle, le nuvole, bianche. Il sole. Le cattedrali e i palazzi. I fiori. Le torte sacher. I tramezzini. Il wishky torbato. Le insegne anni sessanta. E anche quelle anni ottanta.

E da allora lo faccio sempre: cammino con gli occhi bassi, guardo per terra, per poter alzare la testa, di punto in bianco, e ancora stupirmi.
No, non ce l’ho una ragazza, e finalmente non la cerco più con quella violenza emotiva.

Sono nato intero.
Non ho bisogno di nessuna altra metà

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